I livelli di cura

livelli di cura

I livelli di cura

Nell’ultima newsletter ho presentato l’immagine della palla di neve per spiegare come la nostra salute abbia una direzione e come, in genere, i problemi si sviluppino progressivamente, ma avrei anche potuto parlare di livelli della salute, partendo dalla superficie fino ad arrivare in profondità. Questa settimana presenterò un altro schema, creato da Michio Kushi, che possiamo chiamare “I livelli di cura”.

 

livelli di cura

I livelli di cura rappresentano i modi in cui possiamo prenderci cura di noi stessi quando abbiamo dei problemi, per cercare, appunto, di curarci. Questo modello stabilisce delle priorità e suggerisce una sequenza da seguire quando non ci sentiamo bene.

Al centro dello schema ci sono i metodi che possiamo seguire in autonomia, ovvero la dieta, lo stile di vita e l’uso di semplici rimedi casalinghi. Si tratta di soluzioni di base, con un costo ridotto e pochi effetti collaterali, per non dire nulli. In poche parole è quello che s’insegna alla Sana Gola e che potremmo definire strategie di autocura. Il fatto che occupino una posizione centrale e che siano dei metodi di base significa che dovremmo usarli sempre perché rappresentano un punto di partenza.

Nella mia esperienza ho constatato che la dieta, lo stile di vita e i rimedi casalinghi possono risolvere gran parte dei problemi di salute, soprattutto se cerchiamo di mangiare e vivere in equilibrio.

 

Se però non riusciamo a risolvere i nostri problemi da soli, lo schema dei livelli di cura ci invita a spostarci verso l’esterno e provare alcuni metodi olistici naturali, tra i quali diversi tipi di lavoro corporeo e trattamenti fisici quali lo shiatsu, il massaggio tuina, l’osteopatia, i trattamenti cranio sacrali e così via. Questi metodi servono per riequilibrare tutto il corpo e hanno effetti collaterali minimi o nulli. Dobbiamo però rivolgerci a un professionista, che in genere ha un costo, e quindi rispetto a dieta e stile di vita siamo di fronte a una scelta un po’ più costosa e complicata.

Seguono poi una serie di terapie complementari quali l’omeopatia, la fitoterapia e molte altre. Si tratta di terapie sempre più specifiche che richiedono l’intervento, appunto, di uno specialista, ma nella maggior parte dei casi non hanno effetti collaterali e contribuiscono a rafforzare tutto l’organismo.

È importante ricordare che le terapie complementari rappresentano, come dice la parola stessa, un complemento e quindi non possono prescindere dal fatto di avere una dieta e uno stile di vita adeguati, soprattutto in presenza di problemi.

Infine troviamo una serie di trattamenti più invasivi e potenti, che si basano sempre più sulla tecnologia, che richiedono operatori altamente specializzati e implicano costi molto elevati. Inoltre, è ormai chiaro a tutti che la medicina allopatica, la chirurgia, la chemioterapia e così via hanno importanti effetti collaterali e in genere sono concepite per attaccare un sintomo o un problema, e non per agire sul corpo intero in modo positivo.

 

La lezione più importante che possiamo trarre dallo schema dei livelli di cura è che tutte le terapie possono essere complementari e che la dieta, lo stile di vita e i rimedi casalinghi possono essere usati sempre, anche quando si rendono necessarie cure più potenti. In genere, il fatto di equilibrare la dieta e lo stile di vita permette di usare meno medicinali e di rendere più efficaci le terapie complementari.

Questa primavera le mie conferenze del giovedì sera avranno come tema il centro di questo schema e la capacità di curarci da soli.

 

Martin