Non mangiate con Donald Trump!

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Non mangiate con Donald Trump!

Vi prometto che questa è l’ultima newsletter in cui parlo di Donald Trump. Credo che ormai ne abbiamo tutti abbastanza, ma c’è un’ultima cosa che vorrei dire in merito alle elezioni americane, perché penso possa essere utile a tutti. Vi invito quindi a osservare il seguente fenomeno.

Se due persone mangiano insieme, è facile che vadano d’accordo e si capiscano al volo. Se volete raggiungere un accordo con una persona, invitatela al ristorante e aspettate che ordini da mangiare. Quando avrà fatto la sua scelta, ordinate esattamente le stesse cose. Naturalmente vi consiglio di andare in un buon ristorante, come potrebbe essere La Sana Gola, tanto per fare un esempio.

Quando due persone mangiano lo stesso cibo, nel loro corpo si crea un’energia simile, è come se vibrassero alla stessa frequenza.

È una cosa che noto spesso ai nostri corsi, quando pranziamo tutti insieme e mangiamo le stesse cose. Dopo pranzo è molto più facile comunicare, gli studenti mi capiscono al volo e spesso mi capita di esaurire in anticipo gli argomenti che voglio trattare perché tutto diventa più semplice.

Il fatto di condividere i pasti è da sempre la base di una famiglia armoniosa e in realtà intere nazioni percepiscono il cibo come un elemento di unione. Purtroppo di questi tempi sembra prevalere la tendenza a non mangiare insieme e cucinare poco. Questo vale soprattutto in America, dove imperversano i fast food e dove presto potrebbero addirittura iniziare a costruire case senza la cucina.

Chi prepara da mangiare svolge un ruolo fondamentale per l’unità e la comprensione all’interno della famiglia. Se una persona è allegra e felice quando si mette ai fornelli, quello che prova passa nel cibo, come se fosse un ingrediente, e il mio consiglio è di liberarvi di tutti i sentimenti negativi prima di mettervi a cucinare.

Se possibile, dovreste sempre cercare di tastare l’energia dei cuochi che lavorano nei ristoranti dove decidete di mangiare. A volte è possibile, altre no, ma quando arrivo nel nostro ristorante, entro sempre in cucina a salutare tutti per controllare se sono sorridenti. Alla Sana Gola è raro che non lo siano, ma ricordo altre volte (ho avuto 6 ristoranti nel corso della mia vita e organizzato una serie infinita di vacanze, che sono come dei ristoranti temporanei) in cui, se necessario, restavo in cucina a fare battute e raccontare barzellette finché l’atmosfera non migliorava. Dopotutto avrei mangiato anch’io il cibo che stavano cucinando.

Queste riflessioni mi riportano al nostro amico Donald, che mangia esclusivamente cibo da fast food, compreso quello di McDonald’s, Kentucky Fried Chicken e di qualsiasi altra catena americana. Dice che sono posti con un elevato livello d’igiene, un aspetto molto importante per lui visto il suo terrore per i microorganismi.
E ora indovinate un po’: chi altro mangia quasi ogni giorno nei fast food?
Gran parte della popolazione americana, probabilmente circa il 47%, guarda caso proprio la percentuale di americani che ha votato per un fanatico maleducato senza la minima qualifica per il ruolo che ricopre. Loro lo capiscono e di conseguenza pensano che anche lui li possa capire - pur essendo nato incredibilmente ricco, vivendo in un attico a Manhattan e non pagando le tasse. Il cibo spazzatura è ciò che lo lega al suo elettorato, così come alla sua natura aggressiva e sgradevole. A questo punto una domanda sorge spontanea: cosa pensano i cuochi di McDonald’s mentre cucinano? Dubito seriamente che sorridano e pensino a quanto è importante il cibo che stanno preparando, anzi, se mangiano quello che cucinano, è più probabile che si sentano tutt’altro che bene.

Il cibo sano e integrale, preparato con gioia e amore, è il segreto per garantire l’unità in famiglia, nella società e per creare un mondo di pace.
È molto gratificante vedere come il nostro ristorante, che è nascosto in un cortile interno, non viene reclamizzato e offre cibo con cui la maggior parte delle persone non ha confidenza, stia crescendo costantemente di anno in anno.

Credo che dipenda dal nostro ingrediente segreto: dei cuochi sorridenti.

Buon appetito
Martin