Scienza e visione energetica: non mettiamo il carro davanti ai buoi

Scienza e visione energetica: non mettiamo il carro davanti ai buoi

In oltre 40 anni che mi dedico all’alimentazione naturale e ai principi orientali di yin e yang e le loro applicazioni al cibo, ho visto un'inversione di tendenza nel mondo scientifico o, più precisamente, in una parte del mondo scientifico. Per anni l’dea di non mangiare carne era vista come qualcosa di pericoloso con potenziali conseguenze catastrofiche, e l’eliminazione dei latticini quasi un delitto. Oggi si parla di vegani ovunque e anche il mondo della scienza sta arrivando a conclusioni che sono a sostegno di ciò che noi stiamo proponendo da decenni.

Questa tendenza è sicuramente positiva, ma come in tute le cose, ci sono due lati opposti. Il problema con la scienza della nutrizione o la visione scientifica della vita in generale è che a volte è in contrasto con la visione energetica; una visione che si basa sul principio di armonia yin e yang. Dando prevalenza alla visione scientifica rispetto ad un principio che nasce da una visione energetica, stiamo mettendo il carro davanti ai buoi!

La nostra piramide e gli schemi alimentari che proponiamo non nascono dalla scienza, nascono molto prima e sono basati su tradizioni, sul nostro rapporto con le stagioni e il clima; principalmente sul principio yin e yang. Tutte queste considerazioni ci portano a capire quanto siano importanti i cereali e un’alimentazione costruita intorno a questi alimenti di base.

Per chiarire quello che intendo dire uso l’esempio del diabete e l’indice glicemico

Ogni alimento che contiene carboidrati inalza il livello dello zucchero (glucosio) nel nostro sangue in maniera più o meno forte. Certi alimenti creano picchi glicemici, subito dopo averli ingeriti e altri fanno aumentare i valori molto poco. Questo rapporto tra il consumo di un alimento e l’effetto che ha sulla glicemia si chiama “’indice glicemico”. I suggerimenti alimentari per il diabete che vengono dal mondo medico scientifico si basano su questo indice, con l’idea che più si alza la glicemia e più occorre l’ormone insulina per abbassarla e quindi, avendo poca insulina, la persona diabetica, dovrebbe stare attenta con alimenti che hanno un indice alto. Questo dal punto di vista scientifico è perfettamente sensato, ma è del tutto incompleto e non guarisce il diabete.

Dal punto di vista energetico, il diabete è una malattia di debolezza, una malattia yin che peggiora con il consumo di alimenti deboli come lo zucchero, prodotti raffinati e prodotti che vengono da zone tropicali come banane e stimolanti. Per curare il diabete occorre una dieta forte, con alimenti più yang, incluse verdure come le carote, la zucca e i cavoli. Queste verdure hanno un indice glicemico alto e sono sconsigliati dal punto di vista scientifico.

 

Quale punto di visto dobbiamo seguire?

Il mio consiglio è di utilizzarli entrambi, ma dando maggior importanza alla visione energetica. Questo è più che possibile e dimostra che l’est (la visione orientale di yin e yang) può sposarsi con la visione occidentale, ma senza mettere il carro davanti ai buoi.

Per capire quale di questi due punti di vista è più utile basta provare e in tempo breve si possobo vedere i benefici delle verdure dolci (ben cotte) per il diabete. Al contempo, conoscere l’indice glicemico può essere di grande aiuto.

 

Do un altro esempio, sempre legato al sapore dolce

Ci sono tanti tipi di dolcificanti “naturali” sul mercato, ogni anno di più, proprio perché l’essere umano ama il sapore dolce. Alcuni di questi dolcificanti hanno un effetto fortemente yin e possono indebolire l’organismo come un veleno, mentre altri hanno un effetto leggermente rilassante. Alla nostra scuola suggeriamo il malto di riso e il malto di orzo soprattutto. Io personalmente uso questi prodotti da 40 anni e li ho suggerito a migliaia di persone sia per il solo piacere del dolce sia per le qualità curative che possiedono. Di recente ho avuto studenti che contestavano l’utilizzo di malto, perché ha un indice glicemico alto; sono zuccheri come altri, mi dicono e citano qualche medico o esperto da un libro di nutrizione, a volte anche persone che si definiscono macrobiotici. A me sembra un peccato che questo persone abbiano paura del malto e rendono la loro vita un po’ più amara. Mettono il carro davanti ai buoi.

Il malto viene fatto da cereali, gli alimenti più forti ed equilibrati nella dieta umana, non sono carboidrati, sono cereali con una forza speciale. Il malto si utilizza dai tempi degli egizi (sappiamo che bevevano la birra, e l'orzo era il cereale principale) e in modo tradizionale anche in oriente. Persone come me che utilizzano questo dolcificante da decenni e lo danno nelle prime pappe alle proprie figlie, hanno un'enorme esperienza con questo prodotto e sono molto sensibili a dolcificanti troppo forti.   Nel mio caso, se mangio qualcosa zuccherato o che contiene tanto miele, dopo un paio d’ore mi addormento (la glicemia va molto su e poi va molto giù).

Quindi, a prescindere dall’indice glicemico, ci sono tutti i presupposti per considerare il malto come un alimento che può far parte di una dieta equilibrata; fermo restando che è comunque da utilizzare con parsimonia, non è la base della dieta.

Poi ho fatto delle ricerche, per capire quale fosse veramente l’indice glicemico del malto e ho scoperto che non è stato ancora misurato. L’idea che abbia un indice alto è data dal fatto che contiene maltosio, uno zucchero semplice con un indice altissimo, ma senza considerare che il malto-alimento è solo per il 50% maltosio quindi, per forza, l’indice del malto è molto minore.

In questo caso non si è messo il carro davanti ai buoi, ma un carro immaginario.

Il rischio è che stiamo perdendo del tutto il bue

La scienza è un punto di vista basato su un metodo - non dà certezze; sicuramente per quanto riguarda il cibo, dove nella comunità scientifica ci sono numerose  correnti differenti, tutte che si basano sullo stesso metodo scientifico. Alla nostra scuola siamo dedicati a mantenere e approfondire lo studio dei principi energetici e la visione olistica della persona, cercando sempre di unire l’est e ovest.

Prima di perderci negli omega-3 o negli antiossidanti o altre molecole - che possono anche essere interessanti - cerchiamo di capire un alimento nel suo insieme, qual è la sua storia nella dieta umana, come è stato coltivato e che effetti avrà nel corpo, in questo modo non facciamo scappare via il bue e il carro si può comunque rimettere dietro.

 

 

Buona settimana

Martin