A pranzo con Beppe

A pranzo con Beppe

Durante i primi giorni della fase 2, la riapertura dopo il lockdown,  ho pranzato con Beppe Bergomi. Abbiamo iniziato con il servizio di take-out il 4 maggio ed è stato uno dei nostri primi clienti.

Qualche giorno dopo che è passato a ritirare il cibo i primi giorni, gli ho suggerito di restare a mangiare con me in ufficio (con tutte le precauzioni previste è ovvio!).

Abbiamo avuto molte conversazioni e discussioni in questi giorni, ma c'è un argomento che continua a venire fuori, e ho pensato che potrebbe essere utile condividerlo con voi. La conclusione è che quanto sta accadendo in Italia si riduce a due punti.

Punto numero 1  - CHI LO SA

“Chi lo sa” è la risposta alla maggior parte delle domande che mi sono state poste in questi primi giorni di apertura del ristorante e nel rispondere ad amici e familiari con cui sto comunicando.

Quando potremo aprire il ristorante?

Chi lo sa? (tranne i clandestini come me e Beppe)

Saremo in grado di organizzare la nostra vacanza quest'estate in Austria?  

Chi lo sa?

Da dove è venuto veramente il virus? 

Chi lo sa?

 

Ci sarà un test efficace o un trattamento medico che ci permetterà di tornare a fare corsi di cucina o a riempire gli stadi?     

Chi lo sa?

L'Unione Europea sarà in grado - e disposta - ad aiutare i paesi che sono stati più duramente colpiti dal virus?   

Chi lo sa?

Il virus scomparirà con il caldo?  

Chi lo sa?

 

Il virus tornerà forte in autunno?    

Chi lo sa?

Dopo aver proseguito un po' con la mia risposta standard, Beppe mi ha fatto una domanda che aveva una risposta diversa, che credo possa essere utile a tutti i nostri lettori. La sua è un'ottima domanda molto sensata, ma per Beppe è stato chiaro quando ha posto la domanda che poteva esserci una sola risposta.  La sua domanda era:

Non pensi che supereremmo questo momento?

Lì ho dovuto cambiare la mia risposta, perché ovviamente non c'è nessun dubbio a riguardo. L'Italia si è risollevata dalle guerre mondiali, dal terrorismo interno, dalla corruzione e anche da pessimi arbitri in Coppa del Mondo, quindi naturalmente torneremo.

Lo sport riflette la vita in molti modi e il recupero da contrattempi e terribili sconfitte fa parte di entrambi.

Il punto numero 2 è chiaramente: sappiamo che l'Italia tornerà forte.

Beppe ha posto la domanda più importante in questo stranissimo momento e spero che siamo tutti d'accordo sulla risposta e che non ci lasceremo abbattere o scoraggiare. Dobbiamo restare forti, fiduciosi, dobbiamo essere intelligenti e queste sono cose che tutti sappiamo e ringrazio Beppe per aver posto la domanda giusta.

Martin

 

PS: per chi ne avesse bisogno sono sempre disponibile via skype o facetime per consulenze personali. Basta chiamare 348 5800869