Dalle banane alle patate: il rapporto sodio/potassio

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Dalle banane alle patate: il rapporto sodio/potassio

Eccoci di nuovo con le banane!

In realtà menziono le banane solo perché hanno qualcosa in comune con l’alimento di cui vorrei effettivamente parlare oggi: le patate.
Patate e banane hanno alcune caratteristiche in comune:

Un’origine tropicale
Sono molto ricche di potassio e diverse vitamine
Creano facilmente una sorta di dipendenza, molto simile alla voglia di dolce
Possono creare indebolimenti

Ammetto che adoro le patate, particolarmente le patate al forno, ma anche il purè, le patate fritte, le minestre e i passati di patate… patate in tutte le salse. Quindi non vorrei demonizzarle (non del tutto almeno!), ma le utilizzo per spiegare alcuni principi, e capire le loro proprietà curative e quelle meno salutari. In questo racconto vi presenterò anche “il nonno” della macrobiotica.
Rispetto al nord Europa, si consumano ancora poche patate in Italia, ma scommetto che il consumo sia in crescita. Le patate sono yin e come tale aiutano ad equilibrare un forte consumo di alimenti yang.

Possiamo anche rovesciare il concetto:

un elevato consumo di alimenti yang crea una forte voglia di patate

Soprattutto alimenti molto ricchi di sodio – che includono in primis il cibo animale, ma anche prodotti eccessivamente salati, come le stesse patatine, e praticamente tutto ciò che l’industria alimenti propone oggi (soprattutto i vari “4 salti” e pasti pronti).

Rapporto sodio (Na) e Potassio (K)

Esiste un rapporto molto stretto e molto importante nel nostro corpo tra questi due sali. Questa relazione è alla base di moltissimi equilibri fondamentali nel nostro metabolismo. La scoperta di questa interazione ha dato origine a quello oggi chiamiamo macrobiotica. Il “nonno” di questa filosofia (che è anche dieta e stile di vita) è Sagen Ishizuka, un medico dell’esercito Giapponese che all’inizio dello secolo scorso comprese che il rapporto che nel riso integrale intercorre fra sodio e potassio è esattamente quello ideale per il nostro corpo.

Nello specifico, il rapporto su cui si basò era di 1 parte di sodio per 7 parti di potassio. Ishizuka aveva capito che le tendenze alimentari di quell’epoca stavano creando un forte squilibrio nella dieta del suo popolo a causa dell’eccesso di potassio e intuì che semplicemente tornando a una dieta a base di riso integrale con verdure, legumi e condimenti tradizionali (oltre a sale e olio anche miso, shoyu, gomasio ecc.) era possibile equilibrare il rapporto Na/K e recuperare la salute anche di fronte a malattie inguaribili per la medicina.

Ma quali erano i prodotti che creavano uno squilibrio di questi elementi?

Non erano prodotti ricchi di sodio, come la carne, i formaggi e altri alimenti animali. Il Giappone è stato quasi vegetariano per secoli e in certi periodi praticamente vegano (dal 676, quando l’imperatore si convertì al Buddhismo). Perciò l’eccesso riguardava più i prodotti di origine tropicale e il riso raffinato. Per molti era la prima volta che consumavano frutta tropicale e solanacee - le patate fanno parte di questo gruppo - oltre a prodotti come caffè e zucchero. Tutti questi alimenti “nuovi” per il popolo giapponese determinarono un enorme eccesso di potassio, uno squilibrio che determinò l’esplosione di epidemie di Beri Beri e Tubercolosi, oltre ad altri disturbi.

Oggi abbiamo tutt’altra tendenza nella dieta tradizionale, sia Italiana che mondiale.

Stiamo vivendo un periodo di eccessivo consumo di alimenti di origine animale (carne, uova, formaggi, latticini, pesce) che hanno un elevato carico di sodio e poco potassio, determinando così la voglia di alimenti che lo contengono. Questo spiega in parte la nostra attrazione per le patate, tutto ciò che è tropicale e la frutta in generale.

L’altro aspetto delle patate, quello che le rende così irresistibili, è che contengono una qualità d’amido, ovvero carboidrati con un rilascio molto veloce, un po’ come lo zucchero.

Tutti i dettagli di questi dati tecnici vengono approfonditi nella nostra scuola al corso di Scienza e Nutrizione, che fa parte della formazione sia di Cuoco sia di Terapista Alimentare. Ma anche a parole possiamo capire l’attrazione per questo tubero...

Ho detto tubero?

Questo punto è importante: le radici, come le carote o le rape, hanno tutto un altro rapporto Na/K e un altro effetto. I tuberi sono un po’ come delle radici “confuse”: crescono sotto terra ma vogliono uscire, crescono verticalmente.

Tutti questi fattori, il rapporto biochimico di sali minerali, gli zuccheri che contengono e la loro identità botanica, ci portano alla conclusione che le patate sono molto yin e possono contribuire a problemi yin o impedire che alcune condizioni migliorino. Sagen Ishizuka proibiva le patate per guarire le malattie, così come tutte le solanacee.

Per quanto mi piacciano devo dire che non le mangio spesso ed è sicuramente meglio così. In una dieta con pochissimi alimenti ricchi di sodio (alimenti di origine animale o eccessi di sale) tante patate non possono che portare altrettanti problemi. Per chi mangia tanto cibo animale (quindi tanto sodio), le patate hanno un senso a breve termine, ma a lungo andare una dieta di alimenti molto yang e molto yin è una formula perfetta per dolori e malattie.

Se siamo in buona salute godiamoci un po’ di patate ogni tanto, purché cotte bene con un po’ di sale o condimenti salati. Ma cerchiamo di non perdere il nostro equilibrio Sodio/Potassio.

Martin