Cambio mestiere: Mago Martin

Cambio mestiere: Mago Martin

Durante le feste ho avuto tempo di guardare un po’ la TV e andare in giro per negozi e librerie; con tre figlie è quasi inevitabile passare un sacco di tempo nei centri commerciali. Ho notato quanto si sia diffuso il movimento vegan e quanto il mondo scientifico stia arrivando alla realizzazione dell’importanza di una dieta con poco cibo animale, anche vegana. Questo è un segno molto positivo per la società, per l’ambiente e per la pace nel mondo.

Chiaramente quando qualcosa diventa moda, tutti ci si buttano a capofitto: ci sono libri di cucina vegana di ogni tipo e corsi di cucina che spuntano ad ogni angolo. A questo punto mi chiedo se posso dichiarare ormai compiuto il mio lavoro di divulgatore della cultura del cibo e semmai cambiare mestiere? Potrei dedicarmi alla mia seconda passione - l’astrologia. Devo dire che già ora uso molto l’astrologia orientale come mezzo di diagnosi nelle consulenze che faccio, ma lo tengo quasi segreto; non vorrei che la gente mi prenda per una persona poco seria, una specie di Mago Martin… Ma tutto ciò potrebbe cambiare e potrei ufficialmente fare consulenze che si basano sull’alimentazione e l’astrologia. A dire la verità, “Mago Martin” non mi suona neanche così male – forse è meglio “Mago Martino”.

Un giorno è possibile che abbandoni l’insegnamento e le attività della nostra scuola, ma temo che non sarà nel prossimo futuro. C’è un problema in mezzo a questa tendenza molto positiva; anzi, ci sono più problemi, ma principalmente 2:

  • Mancanza di teoria per guidare la pratica
  • Teoria basata esclusivamente sulla scienza della nutrizione 

 

Mancanza di teoria o linea guida

Limitandosi a togliere tutto ciò che è animale non si garantisce in nessun modo una dieta sana. Si può creare invece una dieta terribile che provoca enormi problemi di salute. Non garantisce nemmeno una dieta ecologica. Non si definisce una dieta per quello che non mangi. Quando vedo persone in consulenza e chiedo quello che mangiano, a volte mi dicono che sono vagane e francamente mi aiuto poco, costringendomi quindi a ripetere la domanda, perché in questo modo mi hanno dato solo un’idea su quello che non mangiano. Credo che questo punto sia abbastanza chiaro: sono necessari criteri precisi per creare una dieta equilibrata, che vanno molto oltre il fatto di non consumare cibo di origine animale.

Una dieta vegana non è per niente nuova. O meglio, la parola lo è, ma il fatto di mangiare senza cibo di origine animale esiste da tempo. Michio Kushi, il mio insegnante principale, proponeva vari livelli di dieta in funzione dello stile di vita di una persona e di quello che voleva dalla vita. In uno dei suoi libri e in molte conferenze parlava di una dieta per lo sviluppo spirituale, che era di fatto “vegana” (e aveva dei criteri ben precisi). Tuttavia, Michio non metteva alcuna enfasi su questo punto, perché la cosa più importante era il cibo stesso e come veniva preparato, presentato e consumato. Nel nuovo ciclo di conferenze che farò quest’anno ci sarà una serata dedicata proprio alla “dieta vegana spirituale” e che tante persone vegane si uniscano a noi per capire i principi e gli accorgimenti che possono rendere la loro scelta ancora più potente.

 

La scienza della nutrizione

Il libro “The China Study” e il film che ne parla “Forks over knives” (Forchette contro Coltelli) ci mostrano che la scienza sta arrivando a capire di più sulla dieta umana, o almeno sta arrivando agli occhi del grande pubblico. Cito ancora Michio, a cui durante una conferenza stampa qui a Milano venne chiesto: “Ma perché non ci sono studi che dimostrano quello che Lei dice?”. Michio rispose che in realtà ce n’erano tantissimi, ma per qualche motivo il mondo “ufficiale” e i giornalisti non se n’erano mai interessati. In effetti “The China Study” non è altro che la conferma di quello che diceva Michio.

A parte questo dettaglio, la tendenza del mondo “ufficiale” è molto positiva, ma non abbastanza per permettermi di cambiare mestiere. La scienza, anche espressa al meglio, anche quando conferma tutto quello che noi diciamo da decenni (nel mio caso da 40 anni), è sempre incompleta e facilmente porta a problemi o risultati incompleti. La scienza non è in grado di darci risposte complete, ha una visione parziale che è particolarmente evidente quando si tratta di cibo. Ecco un ultimo esempio.

I principi di yin e yang e la teoria delle 5 trasformazioni, quello che io chiamo energia del cibo e che sta alla base della nostra scuola, esistono da millenni, così come l’ayurveda che ha anche una visone energetica. La scienza non prende in considerazione queste tradizioni che tutt’ora guidano le scelte della maggioranza della popolazione mondiale. E’ molto strano.

Questa visione energetica va molto oltre la scienza della nutrizione. Secondo me il 90% del nostro discorso è energetico e il 10% biochimico (scienza della nutrizione). Questo 10% è importante, interessante e va costantemente aggiornato, ma non è la base. Per capire ancora meglio immaginiamo che degli extraterrestri vengano sulla terra e vogliano capire come funziona questo pianeta, cioè come si struttura la nostra società, come la specie si riproduce, il cibo, la storia, i valori e concetti strani come l’amore, la spiritualità etc. Se questi extraterrestri dovessero parlare solo con uomini (in particolare uomini della scienza) e senza nessuna donna, avrebbero un quadro del tutto diverso rispetto alla visione che avrebbero in seguito all’incontro con una donna, o con bambini, o con un’artista, un poeta o un insegnate di yoga… o Mago Martin!

La scienza va bene, ma il nostro lavoro diventa più importante man mano che le correnti della società portano verso una nuova visione del cibo e della salute umana - Mago Martin dovrà aspettare ancora un po’ di tempo! Per consolarmi, quest’anno propongo una serata e un corso intero sull’astrologia orientale; si tratta di una specie di “outing”.

Tenete d’occhio il nostro calendario per iscrivervi... e buon inizio anno a tutti!!