I grandi esperti della scienza devono saper ballare

I grandi esperti della scienza devono saper ballare

Questo weekend inizia il corso teorico della nostra scuola e parte con l’aspetto scientifico: “La Scienza della Nutrizione”. Sarà seguito dalla parte olistica e più orientale: “L’Energia del Cibo”. La prima parte è molto importante per 3 motivi. I tre scopi principali del corso sono i seguenti.

Poter parlare con un minimo di consapevolezza per quanto riguarda l’aspetto biochimico del cibo, non confondendo proteine con carboidrati e capendo quello che dice la scienza per quanto riguarda il fabbisogno reale di queste molecole. Non dobbiamo essere laureati in biochimica per capire le basi e credo onestamente che in due giornate si possano avere queste basi.

Capire quello che ci viene detto in nome della scienza. Oggi tutti parlano come se fossero laureati in biochimica, sparando parole come antiossidanti, acidi grassi poli-insaturi, liposolubili, licopeni... Spesso sparano delle cavolate incredibili a nome della presunta “verità scientifica”.

Riconoscere i limiti di questa scienza, quando non è in grado di spiegare e quante contraddizioni e correnti di pensiero contrastanti sono presenti in essa. Per capire il vero potere del cibo, la scienza della nutrizione è davvero una piccola parte di tutto il sapere e va utilizzata con grande cura, perché ci depista molto facilmente. L’esempio forse più chiaro è quello di catalogare gli alimenti in funzione alle loro molecole, definendo i cereali come carboidrati così come le banane, visto che entrambi gli alimenti sono composti maggiormente da queste molecole. La verità è che il riso integrale e le banane hanno molto poco in comune per quanto riguarda i loro effetti nel corpo, c’è proprio un abisso tra i due.

Gli aspetti più interessanti e più importanti si capiscono attraverso l’energia del cibo, una visione del cibo che esiste da millenni e che per qualche motivo viene esclusa anche da punti di vista ragionevoli (The China Study, per esempio, manca totalmente di questa visione). Resta comunque il fatto che oggi se vuoi parlare di cibo devi avere una base scientifica e quindi dedichiamo il tempo dovuto a questo argomento, senza la pretesa di diventare tutti dottori in biochimica.

cibo e salute

Stamattina sono stato a un supermercato COOP e mi sono fermato a vedere le riviste di cucina che avevano. Ci sono davvero tante riviste e questo non è sorprendente visto che mangiare è una delle attività primarie della nostra vita. Quello che mi ha sorpreso è che ce n’erano tante con la parola vegetariano o vegano in copertina, ne ho visti 10. Sfogliando alcune di queste riviste ho capito subito che vegetariano vuol dire una massa di formaggio e uova, mentre vegano vuol dire che non c’è nulla di animale, ma a parte quello non c’è molta chiarezza su quello che si mangia.
Chiaramente sono molto incoraggiato dal fatto che ci sia tanto interesse per una dieta con poco o nessun tipo di cibo animale. 20 anni fa, quando siamo partiti con la nostra scuola, c’erano solo un paio di riviste e 40 anni fa, quando la mia avventura con la dieta vegana (non sapevo di esserlo all’epoca) iniziò, non ce n’era traccia.

In genere chi si interessa a migliorare la dieta mangiando meno cibo animale, o chi vuole evitare violenze sugli animali e sull’ambiente, ha interesse anche a studiare un minimo di teoria su quello che sta facendo, per evitare di crearsi problemi mentre agisce con le migliori intenzioni. Non ci vuole molto per evitare gli errori più importanti e, per chi è disposto ad approfondire, esiste un modo per capire il vero potere curativo del cibo.

La nostra è una scuola di cucina e chiaramente abbiamo tantissimi corsi pratici (ormai sono davvero molti), perché quello è l’aspetto più importante. Studiare il cibo e non essere attivo regolarmente in cucina sarebbe come studiare danza ma non andare mai a ballare. Ho molto spesso l’impressione che i grandi esperti della scienza dovrebbero passare più tempo in cucina cercando di soddisfare il palato della loro famiglia, mentre perdono tempo contando molecole e calorie.

È anche vero che chi ama ballare potrebbe farlo molto meglio con un po’ di studio, confrontandosi con gli altri ballerini sul come e sul perché di quello che fanno.

Ormai l’anno scolastico è partito in pieno, pratico e teorico: che si aprano le danze!!!

 

Martin

 

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