IL PIATTO CHE RIDE – Newsletter del 19/07/2018

IL PIATTO CHE RIDE – Newsletter del 19/07/2018

Carissimi lettori,

sfogliando le vecchie riviste LSG, in questo caldo luglio, mi è saltato all'occhio questo vecchio articolo del 1996. Ve lo ripropongo perché l'episodio mi colpì davvero tanto e oltretutto direi che in questi 22, abbiamo seguito alla lettera il consiglio della nostra suora.

Buona lettura

Martin

Uno dei più interessanti corsi di cucina organizzati da LSG nel 1996, fu tenuto a Ventimiglia.

Si trattava di un corso di base durato un fine settimana e che ebbe luogo presso una cucina gestita da suore. I partecipanti erano circa 25 e, per la maggior parte di loro, quello fu un weekend di ingredienti nuovi, di nuovi sapori e di nuove combinazioni.
Per le suore l’introduzione da parte di LSG di prodotti quali il tofu, il seitan ed il tempeh fu l’ultima in ordine numerico, ma non per grado di importanza.
Inizialmente le lezioni di cucina furono seguite da una sorella, che fu di grande aiuto e che e che dimostrò il giusto interesse per qualcosa di così nuovo e diverso. Col trascorrere delle ore però il numero di suore aumentò e, verso la fine, queste guidavano l’intero gruppo nella preghiera e nella benedizione prima dei pasti e poi nel lavare i piatti.

 

Io sono alto 2,04 mt....... 

In quanto socio fondatore di LSG, ero presente per dare un aiuto e per celebrare l’inizio delle attività LSG in Liguria. Io sono alto 2,04 mt. e, per questo motivo, quando viaggio per l’Italia, attiro spesso l’attenzione delle persone e ispiro curiosi commenti.
Verso la fine del weekend una delle suore, alta cica 1,40 mt., dopo aver finito i lavori di riordino e di pulizia assieme alle altre sorelle e dopo aver condiviso quella esperienza con gli altri partecipanti, venne verso di me per farmi partecipe di alcune importanti considerazioni. Lei, ovviamente, era rivolta interamente verso l’alto, mentre io ero piegato verso il basso per prestarle tutta la mia attenzione, e mi disse:

“Dovete continuare ad organizzare questi corsi di cucina, sento che quanto voi state offrendo è molto buono e può aiutare molte persone”. 

A questo punto presi a ringraziarla e cominciavo a sentirmi un po’ imbarazzato perché la gente iniziava a raccogliersi intorno ai noi per vedere cosa potesse esserci di così importante da far tendere il collo ad una suora e farmi piegare in due per meglio prestare la mia attenzione; ma prima che io potessi aprir bocca lei proseguì il suo pensiero dicendo: “il motivo per cui sono certa che questo modo di cucinare e di mangiare è sano, è perché ho lavato i piatti dopo ogni pasto”.
Questo catturò la mia attenzione, facendomi dimenticare l’imbarazzo precedente, poi continuò dicendo:“Lavare i piatti è stato estremamente facile perché non c’era niente che restasse troppo appiccicato ad essi anche se i pasti erano alquanto ricchi e ne deduco che sia la stessa cosa nei nostri corpi: nutre senza creare stagnazione o blocchi e quindi, crea sicuramente meno problemi”.
Restai senza parole ed impressionato da un’osservazione così acuta, fatta dopo un weekend trascorso a lavare i piatti.
Cari lettori ve la trasmetto senza ulteriori commenti.