Un Mondo Magico

Un Mondo Magico

Stamattina ho preso il treno da Milano a Torino e avevo programmato del lavoro da fare durante il tragitto; sono un uomo serio e non voglio perdere tempo. Mi sono messo al computer e ho cominciato a scrivere, fino a quando ho guardato fuori dalla finestra e ho visto un mondo magico. Lungo questo tratto dalla Lombardia al Piemonte ci sono campi e campi di cereali, prevalentemente riso, con fiumi, canali e ogni tipo di uccello che l’acqua attiri. C’erano il sole e le nuvole, ci sono le Alpi che formano una cornice e questo susseguirsi di intensità di verde e piante in vari stati di maturità che mi hanno distolto dal mio lavoro a tal punto che ero quasi arrivato a Torino prima di rendermi conto che non avevo combinato nulla. Mi sono sentito davvero poco serio, ma mi sono anche trovato in uno stato di pace e benessere.

 

La cosa più meravigliosa in tutto questo è che quel paesaggio rappresenta la materia prima con la quale creiamo il nostro corpo e la nostra vita. Poco fa questi campi erano tutti terra in preparazione, praticamente terra nuda ma poi magicamente tutto si è trasformato in quello che oggi è  un’opera d’arte magica, un’opera che siamo destinati a mangiare.

 

Georges Ohsawa, il padre della macrobiotica ha cercato di esprimere questo processo da praticamente nulla  a campi stracolmi di cereali con l’espressione:

 

1 chicco 10.000 mila chicchi

 

La natura moltiplica tutto e da un chicco di riso (o qualsiasi cereale) si possono ottenere in poco tempo 10.000 chicchi, la natura dà,

crea abbondanza in modo che sembri quasi gioiosa in giornate come oggi e noi riceviamo - un processo che va avanti da milioni di anni.

 

I cereali sono davvero magici. Sono le piante più evolute avendo incorporati in una struttura unica il seme della pianta e il frutto della pianta in una forma che può durare anni e mantenere la sua energia magica che può,da un singolo chicco,crearne  10,000 o anche 10,000,000 in tempi relativamente brevi.

 

In ogni cultura in tutto il mondo l’essere umano ha capito questa magia dei cereali e ha creato campi bellissimi ovunque, dai campi di grano in Puglia alle risaie a terrazzo in oriente. Mangiando questi cereali abbiamo la dolcezza della frutta della pianta, che ci dà energia e stimola la mente e la forza vitale che viene dal germe - il seme della pianta. In tutte le culture i cereali hanno formato una base alimentare che spesso rappresenta fino al 60 o 70% della dieta. La forma del volto umano rispecchia un chicco. I cerali erano visti come doni degli dei; il riso in oriente e il mais nelle culture americane per esempio. Il germe del cereale conferisce fertilità e si lancia il riso ai matrimoni. Gesù ha parlato del pane quotidiano e non dello yogurt quotidiano.

 

Ogni volta che faccio una pentola di riso o preparo il miglio o la zuppa di farro o un altro cereale in chicco so che sto facendo qualcosa di magico, anche se a volte ho fretta e non sono in vena poetica - i cereali sono sempre magici, sono l’apice dell’espressione magica della natura, del mondo che si trasforma costantemente intorno a noi.

 

Quando sono arrivato a Torino mi sono messo subito al lavoro e la prima persona che ho visto in consulenza si è presentata con la sua scheda  che elencava i vari problemi o disagi di cui soffre e anche un elenco sintetico di ciò che mangia a colazione pranzo e cena. La persona che avevo davanti era molto intelligente (la prova è che ha scelto di venire da me), ma ho capito subito che, più che dare istruzioni su cosa mangiare, dovevo cercare di fare una lezione di magia o almeno introdurre un po’ di poesia nel discorso. Mi aveva scritto che a pranzo e cena mangiava “proteine eo carboidrati”.

 

Chiaramente questa definizione  viene usata molto spesso ed è sempre l’ennesima prova di quanto la scienza della nutrizione non ci faccia comprendere il nostro cibo, riduce la meraviglia di quello che la natura ci offre con generosità incondizionata e la creatività dei cuochi a semplici molecole. Per poco non mi sono lasciato prendere dalla tristezza. Per fortuna questa persona era molto sensibile all’aspetto poetico  del cibo e credo che un minimo del mio senso di benessere creato lungo il viaggio, le sia stato  trasmesso durante l’incontro.

 

Il nostro cibo non è molecole, è sole, vento, pioggia, caldo e freddo, colori, uccelli che volano, alpi che testimoniano, fiumi e canali che scorrono , è tradizione, creatività, amore, stupore e gratitudine di certi passeggeri che normalmente sono molto seri.

 

Martin