I Vaccini: alcune considerazioni

vaccini implicazioni

I Vaccini: alcune considerazioni

Sembrava che la questione vaccini fosse ormai risolta e che la libertà di scelta senza ulteriori condizioni fosse un diritto acquisito finché, come un lampo a ciel sereno, tutto è cambiato. Ecco alcune considerazioni che mi sembrano necessarie a proposito di questa legge.

 

  1. In Italia niente succede così velocemente, in genere ci vogliono anni prima che una nuova legge entri in vigore, allora perché tanta fretta? Non mi resta che pensare che dietro questa decisione ci siano pressioni molto forti, che vanno ben oltre il bisogno di vaccini. Sto parlando di denaro, e sento odore di bruciato, ma mettiamo da parte queste considerazioni ed entriamo nel merito della questione.
  1. In America c’è stato un periodo in cui nei locali andava di moda l’idea del “Free Lunch” (pasto gratis). I locali offrivano cibo gratis, ma poi gli avventori spendevano cifre esorbitanti in birra e alcolici per dissetarsi. Oggi, quando una cosa sembra troppo bella per essere vera, usiamo il detto “There is no such thing as a free lunch”, che potremmo tradurre con l’espressione “non è tutto oro quel che luccica”. Lo stesso vale per i vaccini: se è vero che hanno contribuito in modo decisivo a debellare alcune malattie, è altrettanto vero che non sono privi di effetti collaterali. Se da una parte sono potenti, proprio questo loro potere è anche in grado di creare problemi, sebbene questi ultimi non siano ancora stati definiti. Non è tutto oro quel che luccica ed è assolutamente legittimo nutrire dei dubbi in merito al fatto di iniettare nei nostri bambini sostanze create in laboratorio e spesso con animali (soprattutto maiali).

vaccini implicazioni

  1. I nostri figli non sono più sani grazie ai vaccini. La salute non è l’assenza di una malattia specifica, essere in salute significa avere la forza vitale e la capacità di superare un’infezione in modo naturale. Il vero problema sono i bambini deboli e i milioni di euro che verranno spesi per prevenire una quantità minima di malattie sempre più rare potrebbero invece essere destinati alla prevenzione dell’obesità, del diabete infantile, delle allergie, dei disturbi del comportamento e di molti altri problemi che si stanno moltiplicando in Italia.

 

  1. I punti 3 e 4 sono collegati tra loro nel senso che il rapido incremento di patologie infantili (quelle indicate al punto 3) non sembra avere una causa apparente, la scienza e la medicina non sono ancora in grado di spiegarne la causa e proprio per questo è così difficile trovare una cura o delle misure preventive. Credo sia legittimo sospettare che il fatto di “regolare problemi specifici” con l’aiuto dei vaccini possa avere ripercussioni su problemi del sistema immunitario “in generale”. Se un bambino è debole e viene immunizzato contro una malattia, è molto probabile che ne sviluppi un’altra. Non esistono prove a favore o sfavore di queste tesi, o almeno per ora non ci sono studi che vanno in questa direzione, ma non è così assurdo nutrire dei dubbi in merito ai potenziali effetti collaterali dei vaccini, perché è ormai accertato che gli effetti collaterali ci sono, così come è un dato di fatto l’aumento vertiginoso, quasi epidemico, di altre patologie.
  1. Chi ne fa le spese? Molti vaccini sono una soluzione che non risolve il problema. Il vero rischio non sono le malattie contro le quali ci sarà l’obbligo di vaccinarsi perché nella maggior parte dei casi sono molto rare, senza contare l’enorme costo di questa operazione, un costo assolutamente esorbitante che dovremo sostenere noi contribuenti, cittadini di un Paese afflitto da un debito pubblico enorme e in continuo aumento. Da un punto di vista fiscale non ha molto senso e a questo proposito mi riallaccio al punto precedente, in cui suggerivo di indirizzare gli investimenti verso i veri problemi di salute che affliggono i bambini e la società in generale. Invece di attaccare possibili – e improbabili – malattie, dovremmo impegnarci per creare salute e benessere, per formare bambini e cittadini forti. Un investimento in cibo migliore, più esercizio fisico e gestione dello stress darebbe risultati molto più significativi e quantificabili per una società piena di debiti.

  1. Quale sarà la prossima mossa? Se il governo può obbligarci a somministrare ai nostri figli farmaci e sostanze create in laboratorio in nome del bene pubblico e noi tutti accettiamo senza obiettare, quale sarà la prossima decisione che ci verrà imposta? Dovremo obbligare tutte le adolescenti ad adottare metodi contraccettivi per evitare alla società i costi di una gravidanza indesiderata? Saremo costretti a farci impiantare un microchip sottocutaneo per verificare la nostra identità e quali iniezioni abbiamo fatto? Gli americani sono obbligati, volenti o nolenti, a consumare alimenti geneticamente modificati, mentre la scienza li esorta a stare tranquilli.
  1. Dubbi legittimi. Per chi, come noi, investe tanta energia per tutelare la salute dei propri figli non è così irragionevole nutrire dei dubbi in merito alle procedure mediche. La terza causa di morte nei paesi occidentali è rappresentata proprio dagli errori medici. Non è così irragionevole pretendere che, nelle scelte che ci riguardano, vengano presi in considerazioni anche altri punti di vista. Se consideriamo che un terzo dell’umanità usa l’ayurveda come metodo primario di cura e che pratiche come l’agopuntura e l’omeopatia non hanno basi scientifiche, dovremmo forse ignorarle e considerare chi ci crede come una sorta di ciarlatano o persona contraria alla scienza?

Capisco benissimo un genitore che decide di vaccinare il proprio figlio. Non lo considero né stupido né disinformato. Chiedo solo che lo stesso trattamento sia riservato anche a chi non vuole essere obbligato a iniettare nei propri figli sostanze che preferirebbe evitare.

Dovremmo essere tutti liberi di scegliere come prenderci cura del nostro corpo, così come coltivare la nostra dimensione spirituale, come esprimere il nostro amore e la nostra identità sessuale. Obbligarmi a fare una cosa non è una tattica molto convincente, vorrei avere la possibilità di instaurare un dialogo su questi argomenti ed essere convinto della bontà degli stessi o sentirmi libero di restare della mia opinione.

È necessario trovare un equilibrio tra gli interessi del gruppo e quelli dei singoli e credo che il fatto di scegliere cosa iniettare nel proprio corpo, o quello dei propri figli, debba essere una scelta individuale.

 

Alla prossima settimana

Martin